L'oste di Albaretto

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L’oste di Albaretto: nuove idee per l’ospitalità turistica.

È stato aperto alla “grande” l’Oste di Albaretto, Filippo Giaccone, figlio di Cesare Giaccone, (noto per essere stato classificato fra i primi dieci cuochi al mondo.)

La cucina di Filippo, l’Oste di Albaretto, rappresenta una autentica serie di capolavori dlla vecchia cucina di langa e del roero, “rinforzata”,secondo la moda di oggi. E’ una cucina creata e modificata con scupolo e coscienza, utilizzando solo i prodotti di stagione delle nostre colline di Alba, Langhe,Roero, seguendo la tradizione della nonna Maria: quella cucina che si era fatta strada nei secoli della società contadina.

Il Ristorante di Filippo, ha trovato sede nella vecchia casa dei nonni, dove si era fatto le ossa Cesare il padre, e dove Filippo, già all’età di 8 anni, in divisa con la farfallina, aiutava a servire ai tavoli, a cambiare le bottiglie dell’acqua, a togliere i piatti, con grande personalità che tutti applaudivano.

Oggi,l’Oste di Albaretto, è un locale “IN”, con solo 25 posti a tavola, distribuiti in tre salette, pulite, ordinate tavoli spaziosi, con tovaglieria di una volta. fresca di bucato..

Il menu in tavola è ben illustrato, così l’importante lista dei vini che sottolinea le migliori cantine del territorio.

Non manca fra gli antipasti la carne cruda battuta al coltello, il tradizionale pane e salame e squaquerone; fra i primi la zuppa di orzo, i gnocchetti alla Michela, il risotto con broccoli e salsicca, Fra i secondi, alcune chicche: ”il coniglio alla spiedo, il carrè alla pietra , il galletto da cortile al Brandy: fra i dolci: torte di pere e cioccolato, fragole all’aceto, cepe su sette. meringhe di casa con marroni. Sulla carta del menù, ogni piatto ha il suo prezzo vicino. In totale: un prezzo normalissimo “Grande qualità, Giusto prezzo”.

Come Filippo è arrivato a questa professione?

Filippo ha 37 anni. Aveva lavorato con il padre, sino al 2003; un bel giorno, decise di conoscere il mondo: girò per i vari continenti, per la conoscenza dei grandi ristoranti, facendo ulteriori esperienze di Maitre. Rientrò in Italia nel 2008, chiamato dalla direzione di San Patrignano, come maitre di ricerca, per il lancio di un grande centro di ristorazione. Sposò Silvia nel 2010, un’importante Tour Operetor, che organizzava ed accompagnava i gruppi di una agenzia di primo rango. E’ una ragazza albese, che conosce il mondo, l’immagine dell’educazione, con lei alle spalle,Filippo ottenne dal padre la casa di nonna Maria e cominciò a pulire, progettare, sistemare i locali, con delle idee chiare e di larghe vedute. Ed ecco l’apertura dell’Oste di Albaretto.

Come cuoca ha assunto una ragazza di langa, Michela Bruno, di Murazzano, diplomata alla scuola alberghiera di Mondovì a pieni voti, con 5 anni di esperienza tra i fornelli. Michela lavora con coscienza, amore, volontà, professionalità. E’ bravissima, anche nella presentazione dei piatti.

Ma è lui Filippo, la mente: un uomo che ha esperienza nella professione culinaria, un grande maitre, un manager importante e responsabile, lodevole nell’accoglienza.

L’oste di Albaretto è formato da un terzetto ben affiatato.

Filippo, con alla destra la moglie, Silvia, ed alla sinistra la cuoca Michela in divisa di cucina

I progetti futuri sono tanti. Sicuramente non sbaglieranno a sceglierli. L’oste di Albaretto farà sicuramente da esempio a molti.

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